Mastopessi e allattamento: facciamo un po’ di chiarezza!


Lo conosciamo come lifting del seno: parliamo di mastopessi. L’operazione di chirurgia mammaria permette di correggere la ptosi del seno e ottenere un décolleté nuovamente alto, pieno e sodo. L’intervento è spesso richiesto in seguito ad una gravidanza e all’allattamento, ma non mancano casi in cui si ricorra al lifting mammario anche prima.

Chi sceglie però di sottoporsi alla mastopessi, deve spesso fare i conti con alcuni timori e il più grande è quello di poter perdere la funzione dell’allattamento dopo l’operazione.

Facciamo un po’ di chiarezza sulla questione.

Innanzitutto è opportuno sapere che per la correzione della ptosi mammaria, l’operazione conta diverse tecniche di intervento. Per risollevare il seno e posizionarlo nella sua sede naturale, la mastopessi potrà infatti prevedere più incisioni eseguite in diversi punti del seno.

In particolare, il chirurgo esegue incisioni entro il solco sottomammario e in verticale dal capezzolo verso il basso in presenza di un seno caratterizzato da un grado importante di ptosi mammaria. Ed è proprio nei casi più complessi, per ottenere un risultato naturale ed ottimale, che si rende necessario lo spostamento del complesso areola-capezzolo, eseguendo un’incisione peri-areolare con recisione dei dotti galattofori addetti all’allattamento.

Non sempre tuttavia per il riposizionamento dei capezzoli è prevista la loro incisione ed è sempre premura del chirurgo preservarne la funzionalità quando possibile.

È pertanto fondamentale che la paziente sia accuratamente informata sull’iter della procedura chirurgica e i relativi rischi ad essa annessi.