Seno tuberoso e chirurgia plastica: 3 cose da sapere


I motivi per il quale si sceglie di ricorrere alla chirurgia estetica per il rimodellamento del seno possono essere diversi. C’è chi sceglie di farlo per ottenere un seno più alto e pieno dopo una gravidanza, chi per correggere una evidente ipertrofia e chi per dire addio ad una malformazione congenita come il seno tuberoso.

Ecco 3 cose da sapere su questa particolare dismorfia mammaria.

  1.  La forma di un tubero
    Evidente già in fase adolescenziale, il seno tuberoso si caratterizza per la forma a cono, l’areola particolarmente grande e la base del seno stretta. La sua forma allungata lo rende simile quindi ad un tubero e pertanto il suo aspetto è ben lontano dall’idea di armonia e rotondità di un décolletè “normale”.
  2. Un limite all’accettazione di sé
    Dal punto di vista funzionale, il seno tuberoso non costituisce un vero problema. Diversamente, da un punto di vista più strettamente estetico, può rappresentare un limite all’accettazione di sé e del proprio aspetto, un ostacolo per la propria autostima e in grado dunque di compromettere i rapporti sociali.
  1. Il rimedio è la chirurgia
    Per la correzione del seno tuberoso, raggiunta la maggiore età, molte donne scelgono di ricorrere alla chirurgia plastica mammaria. In particolare, l’operazione eseguita è la mastopessi peri-areolare. La procedura prevede il riposizionamento e la riduzione del complesso areola capezzolo e, allo stesso tempo, la recisione dei legamenti di del Cooper che conferiscono alla mammella l’innaturale forma allungata. La ghiandola mammaria viene quindi riposizionata nella sua sede naturale. Infine, in presenza di volume ridotto del seno, il chirurgo può optare anche per l’inserimento di protesi mammarie.