Otoplastica a sei anni? Si può fare


Tantissimi sono gli interventi di chirurgia delle orecchie eseguiti ogni anno e tra i tanti pazienti che ricorrono all’otoplastica per la correzione delle orecchie a sventola, non manca una piccola percentuale di under 18.

Si ricorre all’operazione soprattutto per i problemi di carattere psicologico e personale che la presenza di un difetto auricolare come le orecchie eccessivamente sporgenti possono causare.

Evitare ai propri figli di divenire oggetto di scherno da parte dei compagni, spinge quindi molti genitori a ricorrere alla chirurgia anche in età infantile.

Proprio l’otoplastica infatti è una delle operazioni estetiche eseguibili già a partire dai sei anni di età. A quest’età la struttura auricolare cartilaginea è ormai totalmente formata e pertanto è possibile intervenire chirurgicamente per correggerne i difetti estetici.

L’intervento si esegue tradizionalmente in anestesia locale con sedazione, ma talvolta si preferisce, optare per l’anestesia generale. Le procedure chirurgiche dell’otoplastica per pazienti under 18 non differiscono da quelle a cui si ricorre per pazienti maggiorenni.

Tecniche e medicazioni sono infatti le stesse. Le incisioni si eseguono in sede retro-auricolare per eliminare tessuto cartilagineo in eccesso e posizionare le orecchie in posizione corretta. Data la posizione delle incisioni, non vi saranno esiti cicatriziali visibili dopo l’intervento.

La medicazione tradizionalmente utilizzata è quella definita “a turbante” che copre orecchie e parte del capo da tenere almeno per una settimana. Oggi però, esistono anche soluzioni alternative per limitare al minimo possibili fastidi per il paziente.

È infatti possibile ridurre i tempi di permanenza della fasciatura, grazie ad una medicazione alternativa che al termine dell’otoplastica è direttamente suturata alle orecchie. In questo modo si garantisce una limitazione dell’utilizzo delle medicazioni, ridotto da sette giorni a sole 48 ore.