Un viso con una III classe dento scheletrica: cosa fare?


Quando si parla di III classe scheletrica, si fa riferimento a una situazione in cui il mento è particolarmente sporgente e i denti inferiori sono in avanti rispetto a quelli superiori.

Questa condizione deriva da una problematica scheletrica ed evidenzia una disarmonia della mandibola rispetto alla mascella, incidendo negativamente sull’estetica di un volto.

Chi presenta una III classe dento scheletrica infatti, è particolarmente motivato a trovare la soluzione più adatta a migliorare il proprio aspetto, anche se si tratta di dover sottoporsi a un intervento chirurgico.

Il professionista di riferimento deve essere un chirurgo plastico con ampie conoscenze in chirurgia maxillo facciale, il quanto dovrà essere in grado di riequilibrare la mandibola con la mascella superiore.

Generalmente chi affronta un intervento del genere, ha prima seguito un iter di ortodonzia funzionale, portando il classico apparecchio ortodontico, ma negli ultimi anni non sono rari i casi in cui la procedura è invertita, preferendo prima intervenire chirurgicamente.

L’intervento per risolvere una III classe dento scheletrica si esegue in anestesia generale e ha una durata di circa un paio di ore, durante le quali le strutture ossee vengono fissate nella posizione corretta con viti io con placche in titanio.

Nei giorni successivi sarà possibile ingerire solo cibi liquidi, ma nel giro di 2 o 3 settimane si potrà ricominciare a mangiare normalmente.

La chirurgia ha fatto passi da gigante anche nel trattamento delle III classi dento scheletriche e basterà seguire la terapia e le indicazioni del chirurgo nel post intervento per non avvertire particolari dolori e trascorrere, quindi, una degenza tranquilla.

Grazie quindi a un buon professionista maxillo facciale, è possibile risolvere una III classe dento scheletrica in maniera definitiva a tutto vantaggio dell’estetica del voto che acquista armonia e delicatezza.