Come risolvere una III classe scheletrica


Gli occhi da cerbiatto o un nasino alla francese non bastano a rendere bello un volto quando la sua armonia viene alterata da una III classe scheletrica, un difetto conosciuto come “morso inverso”.

Questa situazione porta ad avere la mandibola spostata in avanti, sia a causa di un ipersviluppo della stessa e sia per una deficit della mascella e, in ogni caso, l’aspetto estetico è piuttosto compromesso.

Non è “solo” una questione di bellezza, perché una III classe scheletrica può provocare anche problemi nella masticazione o nell’articolazione delle parole. Cosa si può fare pe risolverla?

La soluzione è un intervento di chirurgia ortognatica, finalizzato a ripristinare gli equilibri tra mascella e mandibola, grazie all’abilità di un buon chirurgo maxillo facciale.

In genere, prima di sottoporsi a questo intervento, ci si prepara con l’utilizzo di un apparecchio dentale che ha lo scopo di allineare i denti in previsione del riposizionamento osseo, ma la procedura varia da caso a caso.

Per fare un esempio, ci sono persone che grazie all’utilizzo di una speciale macchinetta, riescono a eliminare la malocclusione dentale, ma non per questo risolvono il problema del mento troppo sorgente. Ciò avviene perché non sempre le problematiche scheletriche sono strettamente collegate alle problematiche dentali.

Per rimodellare il viso in caso di mento troppo pronunciato o, al contrario in caso di mascella con deficit di volume, esistono interventi chirurgici e procedure di medicina estetica che danno ottimi risultati, naturalmente se eseguiti da chirurghi qualificati.

Dopo un intervento di chirurgia ortognatica, il miglioramento della fisionomia è evidente e definitivo, motivo per cui sono molte le persone con una III classe scheletrica che decidono di affidare l’armonia del proprio volto a un chirurgo maxillo facciale.