Qualche approfondimento sul botulino


Il botulino, un farmaco famoso in tutto il mondo per i suoi impeghi in medicina estetica, desta ancora tanti dubbi e paure che meritano un approfondimento. A fare chiarezza sulle potenzialità del botulino ci pensa il prof Rauso con 5 punti chiave davvero interessanti.

1° Key Point: la domanda che in molti si chiedono è se il botulino sia pericoloso. La risposta del prof Rauso è un deciso no! Il botulino, infatti, è un farmaco sicuro e controllato. Spesso tale timore nasce proprio dal nome del farmaco stesso, in quanto la tossina botulinica può far pensare a qualcosa di nocivo. Il prof Rauso per smentire tali paure ci ricorda che negli Stati Uniti i farmaci si chiamano “drug” e spiega che tutti i medicinali hanno un effetto terapeutico e uno nocivo, in base alla tipologia di somministrazione.

2° Key Point: il botulino ha lo scopo di aiutarci ad eliminare le cosiddette rughe dinamiche, quelle cioè che si formano quando sorridiamo, parliamo ci arrabbiamo etc e che invece sono poco visibili quando stiamo fermi. Un’altra indicazione terapeutica è quella di diminuire lo spessore muscolare del muscolo massetere per dare al volto una forma meno squadrata.

3° Key Point: le infiltrazioni di botulino non sono dolorose e appena effettuate non è possibile vedere subito il risultato, perché il farmaco necessita di alcuni giorni per iniziare ad agire. A seconda dell’area anatomica infiltrata bisognerà attendere da un mese (per il muscolo massetere) ad appena tre giorni (per le rughe della fronte, zampe di gallina ecc) per iniziare a vedere i primi cambiamenti.

4° Key point: in caso di complicanze dovute a infiltrazione di tossina botulinica, il prof Rauso sottolinea che si tratterà sempre di fenomeni temporanei. Le complicanze più frequenti sono le varie asimmetrie sia in dinamica che in statica, da valutare bene già dal pre trattamento. In alcuni casi si possono correggere, in altri bisognerà attendere che trascorra del tempo.

5° Key point: il botulino non dà un risultato artefatto, se ben eseguito dona un aspetto più rilassato, ma del tutto naturale

Come rimediare ai filler permanenti labiali?


Un argomento molto interessante in chirurgia estetica è certamente quello della rimozione dei filler permanenti dalle labbra. Tale argomento è spesso associato in Italia al nome del prof Rauso, in quanto esperto in tale procedura e, per questo, molto richiesto. Per avere maggiori delucidazioni in merito il prof Rauso ci indica alcuni punti chiave sulla cheiloplastica per rimozione di filler permanenti.

1° Key point: innanzitutto, precisa il Prof Rauso che è possibile rimuovere i filler permanenti dalle labbra, al contrario di quanto sostengono alcuni suoi colleghi. È altrettanto importante sottolineare, però, che un buon risultato si ottiene quando la sostanza è stata infiltrata per un aumento volumetrico delle labbra e non sulla parte delle cute, per andare a correggere, ad esempio, il cosiddetto codice a barre. Nel secondo caso infatti, le cicatrici non consentirebbero un valido risultato post operatorio.

2° Key point: il prof Rauso preferisce eseguire tale procedura in anestesia generale, perché la regione delle labbra va trattata con estrema attenzione e un minimo movimento del paziente potrebbe inficiare sul risultato dell’intervento. Proprio per questo motivo è di gran lunga più sicuro precedere in anestesia generale.

3° Key point: se il filler permanente è stato infiltrato da non più di dodici mesi, il prof Rauso consiglia ai suoi pazienti di sottoporsi a una procedura con laser. Il motivo è quello di poter evitare al paziente un intervento chirurgico ben più invasivo rispetto a un laser.

4° Key point: quando si interviene per la rimozione chirurgica del filler permanente, la cicatrice è praticamente invisibile, perché viene posizionata tra la linea di demarcazione della muscosa umida delle labbra (quella più interna) e la mucosa asciutta.

5° Key point: la rimozione di sostanze permanenti dalle labbra comporta una degenza post operatoria piuttosto lunga, perché le labbra sono anatomicamente costitute da muscosa e da muscolo, senza grasso e quindi la cicatrice provocherà una trazione maggiore. Il paziente quindi avvertirà una tensione dei tessuti quando muoverà la bocca per parlare o per sorridere, ma il tutto si risolverà col passare del tempo