Le diastasi addominali


Quando si parla di diastasi addominale, non tutti sanno perfettamente a cosa ci si riferisce, ma vista l’importanza dell’argomento che interessa molte persone, è bene fare chiarezza con alcune indicazioni fornite dal prof Raffaele Rauso, chirurgo plastico con grande esperienza nel settore.

Di seguito una spiegazione del prof Rauso in 5 punti chiave della condizione clinica denominata “diastasi dei muscoli retti dell’addome”.

1° Key Point: per diastasi addominale si intende un allargamento della linea mediana dei muscoli che noi chiamiamo comunemente “addominali”. In altre parole, le due fasce muscolari della linea mediana che in genere sono vicine, si allargano tra di loro.

2° Key Point: in presenza di una diastasi addominale, dal punto d vista estetico si ha una sorta di gonfiore che diventa ancor più evidente quando si va a contrarre il muscolo, quando ad esempio si fanno gli esercizi per gli addominali

3° Key Point: dal punto di vista funzionale, una diastasi addominali determina una minor resistenza dell’area interessata che diventa quindi più soggetta alla formazione di ernie addominali e ombelicali.

4° Key Point: molti si chiedono come si può diagnosticare una diastasi addominale e il prof Rauso ci spiega che oltre alla necessaria visita specialistica, è opportuno sottoporsi a un’ecografia della parete addominale. Tale indagine è utile anche per capire l’entità della diastasi.

5° Key Point: la correzione di una diastasi dei muscoli retti dell’addome avviene durante un intervento di lipoaddominoplastica o di addominoplastica. Quando infatti si vuole andare a rimodellare un addome, non si può evitare di risolvere l’eventuale presenza di diastasi addominale, al fine di raggiungere un ottimo risultato duraturo nel tempo.

Il rimodellamento dei polpacci: 5 cose da sapere


Il polpaccio è un’area anatomica che incide in maniera evidente sull’estetica dell’intera gamba. La forma e la grandezza dei polpacci interessa sia gli uomini che le donne, ma quando nemmeno lo sport aiuta il loro rimodellamento, ecco che interviene il chirurgo estetico. Il prof Raffaele Rauso, attraverso i suoi 5 punti chiave, ci spiega le varie procedure della cosiddetta popliteo plastica.

1° Key point: la tecnica più nota di popliteo plastica è quella che prevede l’utilizzo di protesi, che possono essere di diversa forma e grandezza a seconda delle caratteristiche di ciascun paziente. Il prof Rauso ci spiega che tali protesi vengo inserite al di sotto della fascia muscolare che è di per sè uno strato molto sottile. Se quindi non si ha una quantità adeguata di grasso sottocutaneo, le protesi rimangono piuttosto visibilie palpabili al tatto.

2° Key point: un’ottima opzione che permette di rimpolpare la zona dei polpacci è quella del lipofilling, che consiste nel prelevare del grasso nelle zone in cui è presente in modo abbondante e reinnestarlo nella zona deficitaria. Il lipofilling è una soluzione che permette di utilizzare del materiale riempitivo proveniente dal paziente stesso, ma non sempre è attuabile. Chi ha un polpaccio magro, infatti, è in genere una persona molto snella e quindi diventa difficile prelevare del grasso da altre parti del corpo. Tale procedura è utilizzata a seguito di traumi, sinistri stradali, ecc

3° Key point: una tecnica meno invasiva è rappresentata dall’utilizzo di acido ialuronico macro molecolare, facilmente eseguibile in ambulatorio e previa infiltrazione di anestesia locale. L’aspetto da considerare in tale caso è la valutazione costi/benefici di un aumento volumetrico con acido ialuronico che porta ottimi risultati ma limitati nel tempo

4° Key point: in taluni casi è possibile adottare più di una delle procedure esaminate. Il prof Rauso ci spiega a scopo esemplificativo che, se si utilizzano protesi su un paziente che ha un pannicolo adiposo poco sviluppato, si può riempire la zona che sovrasta la protesi con del grasso, medianteil lipofilling

5° Key point: come per tutti gli interventi di chirurgia estetica, anche per la popliteo plastica, non esiste una procedura valida per tutti. Bisogna sempre contestualizzare caso per caso e rivolgersi a un professionista con comprovata esperienza.