L’innovativa tecnica I.D.A. per l’aumento delle labbra


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La sensualità delle labbra carnose è indiscutibile, nonostante I canoni della bellezza contemporanea mirino sempre di più a una bellezza naturale. Avere una bocca voluminosa, specie per una donna, è sinonimo di fascino e ciò spiega perché le procedure mediche e chirurgiche per l’aumento volumetrico delle labbra restano tra le più richieste in assoluto.

Il professor Raffaele Rauso ha riassunto in 5 punti chiave la procedura chirurgica dell’aumento volumetrico delle labbra tramite Innesto Dermo Adiposo, conosciuto con l’acronimo I.D.A. Si tratta di una tecnica di chirurgia plastica che non tutti conoscono e che porta a risultati apprezzabili e soprattutto definitivi. Con i seguenti 5 Key Point del professor Rauso, sarà molto più semplice capire come funziona la tecnica I.D.A.

1° Key Point: è una procedura chirurgica finalizzata all’aumento di volume delle labbra, innestando derma e grasso sottocutaneo precedentemente prelevato da altre parti del corpo del paziente.

2° Key Point: l’Intervento di innesto dermo adiposo nelle labbra si esegue in anestesia locale associata a sedazione e non richiede la degenza notturna in clinica.

3° Key Point: l’aumento di volume che si ottiene con la procedura I.D.A. è stabile nel tempo, ma bisogna considerare una retrazione dei tessuti e quindi del volume di circa il 30-40% nei successivi tre mesi dall’intervento.

4° Key Point: il professor Rauso evidenza la totale assenza di pericoli di rigetto o di qualsiasi “incompatibilità” durante l’aumento volumetrico delle labbra con I.D.A. Questo perché il materiale volumizzante non ha carattere eterologo, non è quindi estraneo all’organismo, ma viene prelevato dalla stessa paziente.

5° Key Point: nel caso in cui il risultato raggiunto con tecnica I.D.A. non soddisfi a pieno le esigenze del paziente, è possibile, al termine della completa guarigione chirurgica, ottenere un ulteriore ingrandimento delle labbra tramite filler a base di acido ialuronico, in quanto è un inserimento secondario rispetto al volume ottenuto con materiale proprio del paziente.