A cosa servono i drenaggi dopo un intervento?


drenaggi-cdb-anestesia-rinoplastica-romaUsciti dalla sala operatoria dopo un intervento di chirurgia plastica, potrebbe essere utile l’utilizzo di drenaggi. Un tubicino lungo e stretto che fuori esce da un punto della zona operata. Fa quasi impressione a prima vista; ma a cosa serve?

Non tutti sanno il contributo che i drenaggi forniscono nella fase di recupero post-operatorio e sperano semplicemente che quel tubicino sia rimosso quanto prima.

I drenaggi sono utilizzati spesso anche in chirurgia plastica estetica, come per un intervento di mastopessi o mastoplastica per favorire una rapida guarigione ed evitare complicazioni successive all’operazione.

Difatti, i drenaggi contribuiscono alla fuoriuscita di liquidi ( siero, sangue, linfa, secrezioni intestinali, bile, pus) dall’area operata, liquidi che se non eliminati nei tempi giusti potrebbero ristagnare provocando anche importanti infezioni localizzate, ritardando la guarigione dei tessuti e compromettendo la cicatrizzazione.

Inoltre, i liquidi raccolti in un serbatoio esterno permettono al chirurgo di analizzare lo stato di guarigione del paziente, osservandone il loro colore, la natura e la quantità che potrebbero variare in situazioni di complicanze post-operatorie. Posizionare un drenaggio significa dunque avere un “occhio” all’interno del corpo del paziente per limitare le possibili alterazioni locali legate all’intervento chirurgico.

Esistono diverse tipologie di drenaggi, distinti per forma, dimensioni e materiale e scelti in relazione alla grande varietà di situazioni chirurgiche in cui è indicato il loro impiego. Esistono comunque alcune caratteristiche comuni e principi fondamentali di impiego che è bene che il chirurgo conosca, poiché il corretto utilizzo dei drenaggi influenza il buon esito dell’intervento chirurgico.

Per ulteriori informazioni sui drenaggi e per sottoporvi ad un intervento di chirurgia plastica in piena sicurezza potrete rivolgervi ai Dott. Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove.

Liposuzione e addominoplastica dopo il parto


lipo-addom-dopo-parto-cdbDopo il parto, il corpo delle neo-mamme cambia inevitabilmente. Per ritrovare la bellezza persa nel corso degli indimenticabili nove mesi di gravidanza, sempre più donne, preferiscono ricorrere alla chirurgia plastica e agli interventi in grado di cambiare le forme del nuovo corpo.

In particolare tra le operazioni che con più frequenza sono richieste e sembrano accomunare molte neo-mamme sono la liposuzione e l’addominoplastica.

Sono tante infatti le donne che desiderano dire addio ai chili presi durante la gravidanza, alla pelle in eccesso su pancia e cosce per tornare a guardarsi allo specchio e riscoprirsi belle e con una perfetta silhouette.

Non solo quindi le tradizionali operazioni di mastoplastica additiva e mastopessi per aumentare e sollevare il seno ma ad essere prediletta è anche l’addominoplastica, per eliminare i fastidiosi inestetismi generati dall’eccessivo stato di tensione a cui è sottoposta la cute durante i nove mesi. Ricorrere invece alla liposuzione significa rinunciare per sempre al tessuto adiposo in eccesso presente sull’addome e altri distretti del corpo.

In alcuni casi inoltre, i due interventi possono essere condotti insieme per ottimizzare il risultato finale e ottenere una perfetta silhouette. Si tratta della tecnica di lipo-addominoplastica, anche nota come tecnica di Saldanha, chirurgo brasiliano suo ideatore.

L’intervento 2 in 1 consta nell’associazione tra le tecniche di liposuzione e addominoplastica per cui obiettivo dell’operazione è asportare non solo l’eccesso di tessuto dall’addome ma anche rimuovere gli accumuli adiposi ivi localizzati, preservando con cura e attenzione la fascia fibro-adiposa e ottenendo una accurata plicatura della parete muscolare addominale.

In altri casi può invece rivelarsi sufficiente una mini-addominoplastica ma tutto dipende dalle condizioni della paziente che dovranno essere valutate con cure durante la visita di controllo.

Il risultato in ogni caso, sarà impeccabile e assolutamente naturale. Le neo-mamme potranno con questo intervento recuperare la bellezza di un tempo e ottenere un addome invidiabile.

Potrete richiedere gli interventi per recuperare una perfetta silhouette dopo il parto ai Dott. Rauso e Bove.

Mastoplastica e cicatrici


incisioni-mastoplastica-cdbComune preoccupazione delle donne prossime a sottoporsi ad una mastoplastica additiva o riduttiva sono le future cicatrici: saranno visibili? Potrò nasconderle?

Per l’inserimento delle protesi o per la riduzione dei seni, gli interventi di mastoplastica necessitano infatti di particolari incisioni per accedere alla zona di interesse, incisioni che un domani saranno cicatrici. In realtà, proprio per evitare che negli anni questi esiti cicatriziali risultino evidenti, esistono punti strategici in cui effettuare le incisioni.

Nel corso della visita preliminare, il medico, sulla base di analisi sull’anatomia della paziente, sui risultati desiderati e sulla dimensione e forma dei futuri seni, mostra i punti in cui si effettueranno le incisioni. Dalla combinazione di questi ed altri elementi, il chirurgo, dopo aver accuratamente spiegato al paziente le modalità operatorie decide di praticare le incisioni secondo lo schema operatorio ideale al caso.

Per la mastoplastica additiva i siti del corpo in cui solitamente le incisioni si praticano sono l’area sottomammaria ossia un taglio sotto la naturale piega del seno che risulterà invisibile una volta suturato e completamente cicatrizzato. Le incisioni sono in altri casi peri-areolari, ossia intorno al capezzolo e quindi invisibili una volta cicatrizzate, in quanto nascoste dal naturale stacco di pigmentazione tra cute e capezzoli.

Si distingue inoltre l’incisione trans-ascellare in cui il taglio per l’inserimento della protesi è praticata nel solco ascellare, evitando così di dover incidere il seno.
La cicatrice anche in questo caso è nascosta sotto le ascelle e quindi non evidente.

Diverse sono invece le incisioni previste per la mastoplastica riduttiva distinte rispettivamente in L o T capovolta. Per stabilire il posizionamento dei capezzoli e la massa di tessuto da asportare, il chirurgo realizza dei segni operatori, il primo è circolare, per stabilire il luogo dove andrà posizionata l’areola, e poi altri al di sotto utili per stabilire i punti da cui partite per asportare il tessuto in eccesso.

L’incisione che potrebbe rivelarsi più evidente una volta suturata e cicatrizzata al termine della mastoplastica è quella verticale ma con il tempo e con qualche accorgimento prescritto dal chirurgo le cicatrici spariranno lasciando il posto solo alla bellezza del nuovo seno.

Per informazioni sulle incisioni di una mastoplastica rivolgetevi ai Dott. Pierfrancesco Bove e Raffaele Rauso.