Addio maniglie dell’amore


maniglie-amore-cdb-ventrepiattoAnche se all’apparenza questa espressione potrebbe indicare qualcosa di buono, in realtà le maniglie dell’amore rappresentano per molti un vero e proprio ostacolo al raggiungimento di una perfetta silhouette. Questo perché, quando si parla di maniglie dell’amore si fa propriamente riferimento a quel fastidioso accumulo di adipe sopra il bacino che a volte il solo esercizio fisico non sembra essere sufficiente ad eliminarle.

L’inestetismo, anche noto come “butterfly shape” ossia ali di farfalla, interessa non solo il sesso maschile, spesso interessato ad ottenere un perfetto addome scolpito ma anche quello femminile che sopratutto dopo la gravidanza si ritrova a fare i conti con qualche chilo di troppo.

Di solito per rimediare alle maniglie dell’amore, si ricorre da subito a diete ferree associate anche ad attività fisica ma a volte quando nemmeno l’impegno costante sembra dare buoni risultati, la chirurgia plastica si presenta come unica ancora di salvataggio.

Con un operazione è infatti possibile dire addio per sempre alle maniglie dell’amore, eliminare quei fastidiosi accumuli adiposi che compromettono l’armonia del corpo. Si tratta dell’intervento di liposcultura.

Innanzitutto è importante chiarire che questa operazione non mira ad ottenere una perdita di peso ma semplicemente a definire e modellare le forme del corpo, riducendo gli accumuli di grasso laddove serve per ottenere una perfetta silhouette.

L’intervento eseguibile anche ambulatorialmente, prevede un’anestesia locale con una leggera sedazione riducendo così postumi pesanti al paziente in fase di degenza. Per la riduzione dell’adipe, la liposcultura utilizza apposite cannule con diametro decrescente (per questo definita anche liposcultura tridimensionale) che consentono di asportare porzioni di grasso localizzato e allo stesso tempo, di ottenere un effetto tensore della pelle.
In poco più di 60 minuti l’intervento è terminato.

Per dire addio anche voi alle maniglie dell’amore, rivolgetevi al Dott. Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove.

Protesi in poliuretano: reale vantaggio?


protesi-poliuretano-protesi-mammarie-e-il-nuovo-rivestimento-esternoAncora troppo poco si sa delle protesi utilizzate per la mastoplastica additiva e quello che si conosce riguarda solitamente gli impianti in silicone.
In realtà oltre questa tipologia di protesi, esistono quelle in poliuretano ma riguardo alla sicurezza e validità del loro utilizzo ci sono ancora alcuni dubbi.

Le protesi al poliuretano sono impianti strutturalmente simili a quelle in gel di silicone ma con la principale differenza che la loro superficie esterna è, in questo caso, ricoperta da uno strato particolare di schiuma al poliuretano. Principale funzione di questa superficie pare sia propriamente quella di ridurre al minimo il rischio della formazione di contratture capsulari rispetto agli impianti lisci e testurizzati.

Inoltre, pare che l’impianto in poliuretano consenta al chirurgo di utilizzare protesi a forma anatomica senza timore di un eventuale rotazione, soprattutto su pazienti particolarmente magre.

Tuttavia, nonostante si rivelino una buona ancora di salvezza per evitare la
detrazione della capsula fibrosa, ad essere particolarmente complicato è il loro inserimento nel corso dell’intervento. Una volta infatti posizionate, qualora fosse necessario doverle rimuovere il chirurgo potrebbe riscontrare alcune difficoltà dato che le protesi in poliuretano tendono ad attecchire al tessuto capsulare e sono per questo difficilmente removibili.
Inoltre il loro utilizzo, pare prolunghi la fase post-operatorio, per cui nei primi mesi il seno risulta essere leggermente più rigido.

Pertanto affermare al 100% che questa tipologia di impianto è o sarà prediletto per le operazioni di mastoplastica additiva non è possibile. Come ogni nuova o recenti novità nel settore della medicina e chirurgia estetica, anche le protesi in poliuretano sono state oggetto di critica attraversando periodi floridi alterni a quelli negativi.

Per ulteriori informazioni su protesi e mastoplastica additiva, rivolgetevi ai Dott. Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove, che vi illustreranno le diverse tipologie di impianto.

Il post-intervento di una liposuzione


Laughing sexy young woman in a white bikiniPer ottenere una perfetta silhouette e dire addio a quei fastidiosi accumuli di grasso uomini e donne ricorrono sempre più spesso alla liposcultura.

Questa operazione, richiesta con frequenza negli ultimi anni, consente infatti di eliminare gli accumuli adiposi da più zone del corpo tramite l’utilizzo di una apposita cannula decrescente. L’operazione è eseguita in ambulatorio e tranquillamente in anestesia locale con sedazione. In questo modo, si riserva al paziente una più rapida ripresa post-intervento.

Ma cosa riserva al paziente la fase di degenza? Quanto tempo dovrà aspettare prima di valutare i risultati della liposcultura?

Innanzitutto subito dopo l’intervento di liposcultura, è prevista una apposita medicazione compressiva dell’area trattata che il paziente dovrà “sopportare” appena per 48-56 ore.

Successivamente a sostituirla sarà una guaina compressiva necessaria per i 10 giorni successivi 24 ore su 24 e a seguire da indossare nelle sole ore notturne per un mese. Scopo di questa compressione è innanzitutto ridurre l’edema post-operatorio e gestire la comparsa di irregolarità cutanee. È infatti fondamentale che la guaina sia correttamente posizionata e utilizzata con cura per non compromettere il risultato finale dell’intervento.

Anche per questo è consigliato sospendere l’attività sportiva per le settimane successive all’operazione mentre per quella lavorativa basterà restare a riposo per pochi giorni.

Per quanto concerne il risultato della liposuzione è bene ricordare che l’aspetto della cute, nei mesi successivi all’operazione risulterà in parte ancora rigida e insolita, si tratta di una normale reazione del corpo e pertanto caratteristico del processo di guarigione. Inoltre, i tempi di guarigione variano a seconda dell’estensione della zona trattata.

Per ulteriori informazioni sulla liposuzione e sulle modalità di intervento e post-intervento, potete rivolgervi agli stimati Dott. Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove.

Labbra carnose con la cheiloplastica


filler-cheiloplastica-cdb-romaPer incorniciare un sorriso smagliante nulla è più indispensabile che labbra da baciare; non troppo grandi né troppo piccole, e sicuramente non a canotto!
Per ottenere labbra perfette e superare l’intoppo di una loro forma slim, esistono diversi trattamenti e interventi estetici che nel campo medico rientrano sotto la “categoria” di cheiloplastica.

Con questo termine, infatti, si indicano le diverse soluzioni offerte dal mondo della medicina e chirurgia plastica estetica per cambiare l’estetica generale delle labbra adattandole alle proporzioni del volto.

Su una scala di preferenze, tra le tecniche più richieste per correggere le labbra, al gradino più alto, si trova il trattamento con filler a base di acido ialuronico.
Sicura ed efficace, questa sostanza consente di aumentare il volume delle labbra ottenendo un risultato naturale e armonico ma tuttavia non permanente.

Oltre al filler, la medicina estetica offre ai suoi clienti una valida e altrettanto sicura alternativa: il lipofilling.

Negli ultimi anni un grande e nuovo alleato della bellezza è infatti il tessuto adiposo autologo, direttamente prelevato da una zona del nostro corpo per essere “purificato” con appositi trattamenti e successivamente iniettato lì dove è necessario compensare ad una mancanza di volume. Per le labbra, il lipofilling è una soluzione efficace ma proprio come per il filler, anche il grasso con il tempo è destinato al riassorbimento e quindi non garantisce risultati duraturi nel tempo.

Passando alla chirurgia, il bisturi non lascia scampo alla bellezza delle labbra e propone per volumizzarle e definirne la forma delle protesi apposite in silicone. Bastano piccole incisione per inserirle e l’intervento è eseguito in circa trenta minuti in ambulatorio con sola sedazione anestetica.

In alcuni casi inoltre, la chirurgia non solo consente di correggere l’estetica delle labbra, ma con piccoli interventi offre la possibilità di modificare l’aspetto generale della bocca. In particolare, a rientrare tra le tecniche di cheiloplastica è la plastica VY per correggere la Gummy smile, ossia il noto “sorriso gengivale”. Il chirurgo interviene direttamente sul fornice gengivale allo scopo di creare un allungamento del labbro superiore.

Le soluzioni per ottenere labbra perfette sono tante e per scegliere basta rivolgersi ad un buon medico o chirurgo.

I noti Dott. Pierfrancesco Bove e Raffaele Rauso eseguono trattamenti e interventi di cheiloplastica con l’ausilio della loro affidabile equipe di Chirurgia Della Bellezza.

Anestesia locale o generale?


Surgeons performing operationC’è una frequente e comune preoccupazione tra i pazienti prossimi ad un intervento estetico: l’anestesia. Le informazioni rispetto alle modalità e tecniche di intervento sono sempre poche e questo genera inevitabilmente dubbi ai futuri pazienti. Rispetto all’anestesia poi, pochi conoscono le differenze evidenti tra quella generale e locale.

Oggi è possibile constatare come una buona parte degli interventi di chirurgia plastica estetica vengono eseguiti in anestesia locale con sedazione e a riguardo ci sono molti vantaggi.

Innanzitutto, optare per questa soluzione consente, in primis, di ridurre i tempi di recupero post-intervento e per questo caratteristica soprattutto degli intervento in day-surgery. Al termine dell’operazione dopo poco tempo, il paziente può infatti far ritorno a casa tranquillamente.

Con un’anestesia locale, ad essere anestetizzata è solo una zona e l’aggiunta della sedazione consente al paziente di porsi in uno stato di dormi-veglia, come se riposasse, non ricordando nulla di quanto accaduto in sala operatoria.

L’anestesia generale invece, è prediletta, nel settore della chirurgia plastica, qualora l’operazione prevista fosse particolarmente “invasiva”o, in particolare, lunga. Alcune operazioni estetiche prediligono infatti questo tipo di anestesia per la loro durata. Inoltre alcuni interventi possono anche essere eseguiti in contemporanea in sala operatoria e pertanto in questi casi, la soluzione anestetica generale potrebbe rivelarsi più adatta.
Con l’anestesia generale si ricorre inoltre ad una intubazione per il paziente per controllarne la respirazione, essendo privo di riflessi vitali con questa modalità.

Seppure i possibili fastidi legati all’anestesia totale si riducono di gran lunga rispetto a quella locale è importante, tuttavia, precisare che le possibili complicazioni legate alla prima non spariscono del tutto con la locale. Non si tratta infatti di ottenere una riduzione dei suoi rischi ma solo del discomfort per il paziente offrendogli semplicemente un decorso post-intervento più rapido.

Di conto, è difatti fondamentale che l’anestetista disponga sempre di dovute conoscenze di rianimazione in grado di agire in qualsiasi situazione rischiosa.

I Dott. Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove eseguono operazioni e trattamenti estetici in anestesia generale o locale a seconda delle necessità.