Otoplastica e medicazioni


medicazioni-otoplasticacdbUn difetto estetico piuttosto comune sia tra adulti che tra bambini sono le tanto note “orecchie a sventola”, anche definite in campo medico come orecchie ad ansa. Si tratta di una particolare imperfezione strutturale del padiglione auricolare che risulta essere caratterizzato da una eccessiva sporgenza sulla sommità. Ma non solo. Si tratta di una ipertrofia della conca auricolare accompagnata in alcuni casi dall’assenza della piega dell’orecchio, ovvero dell’antielice.

Per correggere questo comune difetto, l’intervento estetico a cui si ricorre, sia in età infantile che in età adulta, è l’otoplastica.
Al di là della tecnica chirurgica prevista, ciò che spesso è considerato un fastidio per molti pazienti sono le medicazioni.

Nella norma infatti, al termine dell’operazione è prevista una particolare medicazione protettiva piuttosto vistosa per la sua particolare forma “a turbante” che il paziente deve indossare per circa una settimana. In realtà oggi è possibile ridurre i tempi di permanenza della fasciatura, grazie ad una medicazione alternativa.
Si tratta di una peculiare tipologia di medicazione che al termine dell’otoplastica è suturata direttamente alle orecchie favorendo un più ampio e sicuro recupero post-operatorio. Quest’ultima infatti, consente di ridurre i tempi di utilizzo del turbante da 7 giorni a sole 48 ore. Ma non solo! Utilizzando questa medicazione alternativa, si dimezzano anche i tempi di permanenza della successiva fasciatura protettiva, simile alla fascia da tennista. Per una otoplastica standard infatti, quest’ultima va indossata 24 ore su 24 mentre grazie alla nuova medicazione, è possibile limitarne l’utilizzo alle sole ore notturne.
In questo modo si assicura un più rapido e semplice post.operatorio.

Per correggere le orecchie a sventola e contare su un veloce e semplice post-intervento, potrete rivolgervi ai Dott. Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove.