Lifting delle braccia e cicatrici


lifting-bracciaAli di pipistrello”, una comune espressione per indicare braccia prive di tonicità del tessuto cutaneo e spesso caratterizzate da un rilevante accumulo adiposo. Invecchiamento, repentini cambiamenti di peso, e in alcuni casi anche l’ereditarietà sono le cause più comuni di questo problema estetico. 

Un inestetismo brachiale non sempre è risolvibile con il solo e costante esercizio fisico e perciò quando impossibilitati si può ricorrere alla chirurgia plastica, all’intervento di brachioplastica.

Anche nota come lifting delle braccia, l’operazione è finalizzata alla riduzione in loco sia dell’accumulo adiposo sia del tessuto cutaneo in eccesso e quindi al loro rimodellamento. 

L’intervento è utile ed efficace ma spesso preoccupa i pazienti per i successivi esiti cicatriziali che le tecniche operatorie comportano. La brachioplastica, infatti, garantisce una rimozione dei tessuti in eccesso dalla braccia attraverso però delle particolari incisioni estese in lunghezza orizzontalmente. 

Queste ultime possono essere praticate entro il cavo ascellare nel caso del mini lifting delle braccia, o in alternativa da questa stessa zona fino al gomito nei casi più gravi di brachioplastica completa. In casi più particolari,infatti, in presenza di estese quantità di tessuto cutaneo ed adiposo in eccesso, si provvede ad un’incisione lungo tutta la porzione intermedia/posteriore del braccio. 

Le cicatrici risulteranno nei primi mesi rosse e infiammate per poi progredire verso un miglioramento estetico generale grazie all’ausilio di creme idratanti e cicatrizzanti specifiche. Mediamente sono necessari dai 12 ai 18 mesi per un assestamento totale e quindi l’impercettibilità definitiva dei segni di sutura, sebbene il miglioramento estetico delle braccia sarà immediato dopo l’intervento.

La tecnica di brachioplastica è preventivamente stabilita in seduta di consulto con il chirurgo in relazione alla quantità di grasso da asportare e del tessuto cutaneo in accesso.

Per richiedere la vostra brachioplastica potrete rivolgervi a due noti chirurghi plastici della nostra penisola, il Dott. Pierfrancesco Bove e Raffaele Rauso accompagnati dalla grande professionalità dell’equipe di Chirurgia della Bellezza.

 

L’autotrapianto dei capelli contro la calvizia


calvizie-autotrapiantoLe percentuali parlano chiaro: la calvizie interessa oltre il 70% della popolazione maschile e ben il 20% di quella femminile.

Negli ultimi anni, la necessità di rimediare a questo comune problema ha spinto uomini e donne di età variabile a ricorrere a particolari e specifici trattamenti medico-estetici di trapianto o auto-trapianto.
Le principali tecniche attualmente in uso nel settore sono la FUSS anche nota come stripping technique e la FUE ossia la Folliculat Unit Excision.

Il trattamento stripping, indicato soprattutto per il ripristino capillizio di aree mediamente ampie, consta nell’allestimento, e suddivisione successiva in bulbi, di una striscia di cuoio capelluto, di variabile lunghezza, ottenuta dalla regione nucale. Per ripristinare l’estetica generale del capo, i singoli frammenti, costituiti da unità mono-follicolari a tri- o quadri-follicolari, sono innestati nel cuoio capelluto deficitario. Una volta concluso il trattamento, nella regione nucale sarà presente una piccola cicatrice, prodotto di una sutura tricofitica che consentirà una naturale crescita dei capelli in loco.

Circa cinque le ore in totale per un intervento con tecnica FUSS, benché l’equipe medica necessaria richieda la presenza di almeno 2 bulbisti e un biologo.

Passiamo ora ad una tecnica più commercializzata e indicata in particolare per l’infoltimento di piccole aree del cuoi capelluto. Si tratta della tecnica di auto-trapianto FUE definita nel settore anche come tecnica senza cicatrice. Il Folliculat Unit Excision prevede infatti l’isolamento di singoli bulbi del capillizio che non comporta la presenza di cicatrici lineari ma di micro-cicatrici isolate. La tecnica non garantisce tuttavia alte percentuali di attecchimento bulbare sovrapponibile alla tecnica FUSS dato l’aspetto traumatico che la fase di allestimento può generare. Inoltre le micro-cicatrici dettate dall’estrazione dei singoli bulbi può causare su un capo rasato, un aspetto definito a “a cielo stellato”. Ausiliare per la FUSS e la FUE può rivelarsi il trattamento con PRP, plasma arricchito in piastrine, utile per casi di alopecia areata.

I Dott. Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove sapranno consigliarvi la soluzione contro la calvizie più adatta a voi.

PRP: per la bellezza di viso e corpo


fresh and cleanPRP è l’acronimo inglese di Platelet Rich Plasma, tradotto come plasma ricco di piastrine. Si tratta di un innesto piastrinico, utilizzato per la sua efficace azione di rigenerazione cellulare e stimolatrice dei processi riparatori.
In medicina estetica si ricorre a questa terapia non solo per ripristinare la bellezza della cute, vittima del tempo, ma anche per risolvere un problema che da sempre affligge uomini e donne di qualsiasi età: la calvizie.

Grazie infatti all’alta concentrazione piastrinica, il PRP svolge un rilevante contributo nei processi di rivascolarizzazione sanguigna e proliferazione cellulare che lo rendono un fattore di crescita adatto alla cure di più patologie pilifere. È infatti utile per la cura di forme di alopecia come quella areata o androgenetica, ovvero quelle più comuni che colpiscono sia donne che uomini.

Purtroppo non si assicurano risultati positivi nei casi di calvizie totali. Per il trattamento infatti è importante che ci sia almeno una, seppur ridotta, presenza di fusti capillari. Inoltre, anche definito come un innesto di vitalità, la sostanza è una terapia rigenerativa utilizzata in particolare in molteplici campi medico-chirurgici: in traumatologia sportiva, chirurgia oculare, odontoiatria e chirurgia plastica ricostruttiva.

In medicina estetica, il prodotto svolge invece un’importante azione antiaging e si presenta inoltre come possibile soluzione per la cura dell’acne. In particolare con piccole iniezioni localizzate di PRP è possibile ottenere un leggero “effetto filler” grazie alla stimolazione cellulare del collagene e dell’elastina.

Per concludere, di origine autologa, il PRP è prodotto dalla centrifugazione di sangue prelevato dal paziente, con successiva separazione della frazione corpuscolata (prevalentemente i globuli rossi) e quella plasmatica ad alto contenuto piastrinico. È quindi un prodotto privo di effetti collaterali e assolutamente sicuro per la salute del paziente.

Se interessati al trattamento con PRP, potrete rivolgervi alla grande professionalità ed esperienza dei Dott. Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove.