La mastopessi come alternativa alla mastoplastica additiva?


mastopessiLa mastopessi è un intervento al seno molto utile nel risolvere la perdita di tonicità al seno, in particolare dopo un brusco dimagrimento o in fase post-allattamento.

Per effetto di questi due eventi, infatti, il seno assume la parvenza di un palloncino sgonfio. In sostanza, a causa dell’aumento di pelle la mammella appare cadente, svuotata. Visivamente ci si trova dinnanzi ad un abbassamento spropositato dell’areola, la quale arriva all’altezza (o addirittura supera) il solco mammario.

Nell’intervento di mastopessi si mira a ridurre la pelle in eccesso e, di conseguenza, a conferire alla mammella un aspetto più tonico. Etimologicamente, il termine rimanda per l’appunto all’azione di fissare (masto sta per seno e pessi invece significa fissare). La mastopessi può talvolta essere abbinata all’inserimento di una protesi mammaria, in tal caso si combina con una mastoplatica additiva. Ciò si rende necessario qualora la quantità di pelle in esubero dovesse essere tale da non garantire un esito ottimale, oppure nel caso in cui si desideri un aumento di volume.

Dal punto di vista tecnico, l’intervento di mastopessi non è molto invasivo. Infatti esso viene effettuato in anestesia locale con sedazione anestesiologica assistita. Consiste nel praticare un’incisione al di sotto del solco mammario (affinché la cicatrice non sia visibile) e nel riposizionare la ghiandola, risollevandola.

L’intervento di mastopessi può però talvolta necessitare cicatrici aggiuntive, sopratutto quando sono richiesti sollevamenti di oltre 3 cm, quindi questo intervento può essere effettuato seguendo tecniche differenti.

Periareolare (o round block), introdotta dal chirurgo francese Benelli, che consiste nel rimuovere una certa quantità di pelle nella zona intorno alle areole. La pelle rimossa viene ricucita proprio intorno all’areola, mascherando totalmente la cicatrice residua. Questa tecnica è poco invasiva, ma si addice solo ai casi di ptosi minima. Per quanto riguarda il risultato finale, si può dire che questa tecnica conferisce al seno un’aspetto leggermente schiacciato.

Verticale, in aggiunta al taglio periareolare, conferisce un aspetto maggiormente naturale;

tecnica con cicatrice a T rovesciata, come si evince immediatamente dal termine, prevede un taglio verticale dall’areola al solco mammario e un taglio orizzontale sotto il solco mammario. L’effetto della doppia incisione fa sì che il seno abbia un aspetto più naturale e meno schiacciato.

Rispetto alla mastoplastica additiva, la mastopessi prevede costi decisamente più alti per la maggiore complessità tecnioca dell’intervento, tuttavia viene garantito, al pari della mastoplastica additiva, un intervento in sedazione nonché un decorso post-operatorio rapido e con minori implicazioni. Il chirurgo, durante la visita pre-operatoria, valuterà assieme alla paziente ciò che maggiormente si adatta al suo caso, consigliandola in modo tale da ottenere un risultato in linea con le proprie aspettative.

I Dott. Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove effettuano interventi di mastopessi a Napoli avvalendosi della collaborazione della loro équipe specializzata.