Labbra morbide, ma più naturali


labbra1Sono sempre di più le donne (e anche gli uomini) che sentono la necessità di avere labbra più carnose e morbide, oppure che desiderano solo una ridefinizione del contorno labbra che magari ha perso tono e acquistato qualche ruga col passare degli anni. Per ogni esigenza esiste un trattamento specifico. Che si voglia provare solo temporaneamente la sensazione di avere labbra più accattivanti oppure in maniera definitiva, la chirurgia estetica mette oggi a disposizione una vasta gamma di risposte ai desiderata di ognuno. Pur trattandosi di un intervento semplice e poco invasivo, sono necessari comunque degli accorgimenti per far sì che il risultato non sia artificioso e quindi antiestetico. Una bocca più bella non è necessariamente più voluminosa. Ciò che conta, come in tutto ciò che riguarda la bellezza, sono le proporzioni e il rapporto che ogni elemento intrattiene con gli altri che lo circondano.

Hanno fatto il giro del mondo le immagini di note attrici e showgirls deturpate da interventi malriusciti di aumento del volume delle labbra. Chi non ha visto le foto di Meg Ryan, Donatella Versace o Nina Moric dovrebbe farlo per avere un’idea delle conseguenze di un intervento errato. L’utilizzo selvaggio e indiscriminato di silicone per rimpolpare le labbra ha determinato in molti casi un peggioramento dell’immagine di sé, con conseguenze negative sull’attività lavorativa di quei personaggi pubblici o delle persone che fanno dell’aspetto una componente principale della propria professione.

Grazie alla ricerca scientifica, in grado di superare i limiti legati all’utilizzo di silicone, non solo gli interventi di aumento delle labbra oggi danno luogo a risultati eccellenti, maggiormente naturali e più armoniosi, ma fanno sì che si possa porre rimedio agli effetti deturpanti legati a tecniche obsolete e all’utilizzo di materiali ormai superati.

Nello specifico, si può rimediare ad un eccessivo volume delle labbra rimuovendo il silicone e ripristinando una forma meno pronunciata grazie ad innesti con materiale autologo (ovvero proveniente dal paziente stesso). Si tratta di strisce di tessuto che vengono collocate nelle labbra e con risultati definitivi molto gradevoli e soprattutto sicuri, poiché totalmente riassorbibili e compatibili con l’organismo. Che si tratti di una tecnica di riempimento con utilizzo di fillers o di chirurgia vera e propria, solitamente si tratta di interventi semplici e di breve durata che consentono un recupero ottimale in pochi giorni.

L’équipe professionale composta dai Dott. Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove (chirurghi), Domenico Rienzo (anestesista), Maria Rita Amoreo (personal assistants), vi aspetta a Napoli per aiutarvi ad ottenere labbra da baciare.

La chirurgia plastica non è solo una questione di vanità


Non solo vanitàNon appena si parla di chirurgia plastica, si immaginano figure prettamente femminili, giovani, in atteggiamenti sensuali, con labbra morbidissime, seni tondi e cosce tornite. Nell’immaginario collettivo il ricorso ad interventi di chirurgia plastica è sovente visto come un eccesso di vanità e il non sapersi accettare così come si è viene spesso considerata una debolezza, quasi una colpa.

In realtà le implicazioni psicologiche di un cattivo rapporto con il proprio corpo o con il proprio aspetto in generale (a volte si tratta solo di rivedere un particolare del viso, di ritoccare un inestetismo del corpo) condizionano la vita quotidiana di chi sente di non piacere agli altri o a se stesso. Il ruolo di questa branca della chirurgia, visto in questo senso, può essere inteso allora come terapeutico.

La chirurgia plastica svolge anche un altro ruolo importantissimo e di non poco conto, ovvero quello di intervenire nella correzione e risoluzione di gravi malformazioni congenite oppure problematiche conseguenti a traumi importanti. Pazienti che rimangono sfigurati e necessitano di riacquistare un aspetto gradevole, infatti, trovano nella chirurgia plastica la risposta ai loro problemi. Nei casi di labbro leporino, disturbo congenito diffusissimo, ad esempio, il ruolo della chirurgia plastica non solo è di fondamentale importanza, ma si rivela indispensabile e risolutivo. Un altro ambito nel quale la chirurgia plastica si mostra indispensabile, è quello relativo alle cicatrici derivanti delle ustioni (siano esse dovute all’esposizione ad alte temperature o ad agenti chimici). Le ustioni sono infatti veri e propri traumi a carico della cute che lasciano segni molto visibili, in grado di condizionare terribilmente la vita sociale di un individuo.

Per concludere, si può affermare che è errato considerare la chirurgia plastica come una branca della chirurgia destinata unicamente a soddisfare un il desiderio di apparire più avvenenti. Essa invece, possiede un ruolo fondamentale nella risoluzione di molti gravi problemi congeniti che condizionano l’esistenza di migliaia di persone.

L’équipe dei Dott. Raffele Rauso e Pierfrancesco Bove vi aspetta a Napoli per seguirvi nel vostro cammino verso la bellezza.

La mastopessi come alternativa alla mastoplastica additiva?


mastopessiLa mastopessi è un intervento al seno molto utile nel risolvere la perdita di tonicità al seno, in particolare dopo un brusco dimagrimento o in fase post-allattamento.

Per effetto di questi due eventi, infatti, il seno assume la parvenza di un palloncino sgonfio. In sostanza, a causa dell’aumento di pelle la mammella appare cadente, svuotata. Visivamente ci si trova dinnanzi ad un abbassamento spropositato dell’areola, la quale arriva all’altezza (o addirittura supera) il solco mammario.

Nell’intervento di mastopessi si mira a ridurre la pelle in eccesso e, di conseguenza, a conferire alla mammella un aspetto più tonico. Etimologicamente, il termine rimanda per l’appunto all’azione di fissare (masto sta per seno e pessi invece significa fissare). La mastopessi può talvolta essere abbinata all’inserimento di una protesi mammaria, in tal caso si combina con una mastoplatica additiva. Ciò si rende necessario qualora la quantità di pelle in esubero dovesse essere tale da non garantire un esito ottimale, oppure nel caso in cui si desideri un aumento di volume.

Dal punto di vista tecnico, l’intervento di mastopessi non è molto invasivo. Infatti esso viene effettuato in anestesia locale con sedazione anestesiologica assistita. Consiste nel praticare un’incisione al di sotto del solco mammario (affinché la cicatrice non sia visibile) e nel riposizionare la ghiandola, risollevandola.

L’intervento di mastopessi può però talvolta necessitare cicatrici aggiuntive, sopratutto quando sono richiesti sollevamenti di oltre 3 cm, quindi questo intervento può essere effettuato seguendo tecniche differenti.

Periareolare (o round block), introdotta dal chirurgo francese Benelli, che consiste nel rimuovere una certa quantità di pelle nella zona intorno alle areole. La pelle rimossa viene ricucita proprio intorno all’areola, mascherando totalmente la cicatrice residua. Questa tecnica è poco invasiva, ma si addice solo ai casi di ptosi minima. Per quanto riguarda il risultato finale, si può dire che questa tecnica conferisce al seno un’aspetto leggermente schiacciato.

Verticale, in aggiunta al taglio periareolare, conferisce un aspetto maggiormente naturale;

tecnica con cicatrice a T rovesciata, come si evince immediatamente dal termine, prevede un taglio verticale dall’areola al solco mammario e un taglio orizzontale sotto il solco mammario. L’effetto della doppia incisione fa sì che il seno abbia un aspetto più naturale e meno schiacciato.

Rispetto alla mastoplastica additiva, la mastopessi prevede costi decisamente più alti per la maggiore complessità tecnioca dell’intervento, tuttavia viene garantito, al pari della mastoplastica additiva, un intervento in sedazione nonché un decorso post-operatorio rapido e con minori implicazioni. Il chirurgo, durante la visita pre-operatoria, valuterà assieme alla paziente ciò che maggiormente si adatta al suo caso, consigliandola in modo tale da ottenere un risultato in linea con le proprie aspettative.

I Dott. Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove effettuano interventi di mastopessi a Napoli avvalendosi della collaborazione della loro équipe specializzata.

Se la ginecomastia è un problema


ginecomastiaPer ginecomastia (dal greco gyné– donna e masthòs, mammella) si intende uno sviluppo eccessivo della mammella maschile. Tale difetto viene vissuto da molti uomini con grande disagio, poiché visivamente piuttosto immediato e spesso fonte di imbarazzo. Il seno in sé è infatti caratteristica femminile per eccellenza. Non a caso molte donne, nel tentativo di apparire maggiormente femminili e voluttuose si sottopongono ad interventi di aumento del seno (o mastoplastica additiva).

Durante la fase dello sviluppo è del tutto normale assistere ad un aumento della ghiandola mammaria anche nei ragazzi, la quale a breve si atrofizza. Qualora ciò non dovesse accadere ci si trova appunto nella condizione di avere un seno pronunciato. Talvolta la ginecomastia deriva da un semplice accumulo di grasso nella zona delle mammelle (in questo caso di parla di falsa ginecomastia o pseudoginecomastia), oppure a causa di un’incapacità del fegato di eliminare gli estrogeni (ormoni femminili) in eccesso. Non vi sono conseguenze per la salute, ma solamente di tipo psicologico. La derisione di cui sono vittime alcuni adolescenti porta i genitori a rivolgersi al chirurgo estetico al fine di evitare al proprio figlio di essere vittime di fenomeni di bullismo.

Il ricorso alla chirurgia estetica per contrastare la ginecomastia è solitamente risolutivo e dà risultati eccellenti. A seconda che si tratti di ginecomastia vera e propria o di falsa ginecomastia, si interviene in modi diversi. In caso di ginecomastia accertata, l’intervento consiste nell’asportazione della ghiandola mammaria ipertrofica. Se non ci si trova dinnanzi a ginecomastia, ma solo ad un’eccessivo accumulo di grasso si interviene invece mediante la rimozione del grasso in eccesso. Il tutto avviene generalmente in anestesia locale associata a sedazione e in regime di day hospital, anche se in alcuni casi può essere consigliato il ricovero per almeno una notte. La zona sottoposta all’intervento viene avvolta da una medicazione di tipo compressivo. Normalmente si verifica gonfiore, il quale sparisce gradualmente a distanza di 2-3 giorni dall’intervento.

I Dott. Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove, coadiuvati dalla loro èquipe, intervengono da anni con professionalità per risolvere i problemi legati ad un seno maschile pronunciato (ginecomastia) a Napoli.