Meno occhi a mandorla e più sguardi all’occidentale


Tra le moltepliocchi a mandorlaci caratteristiche fisiche che differenziano le varie popolazioni del globo, gli asiatici si distinguono per avere la palpebra superiore quasi del tutto (o del tutto) priva della piega palpebrale, ovvero la parte che funge da divisorio tra palpebra superiore e palpebra inferiore. L’occhio degli asiatici appare infatti più piccolo e di forma allungata (viene definito appunto a mandorla, poiché ricorda la forma ovale allungata del seme del mandorlo). 

Se le donne occidentali apprezzano tale caratteristica estetica tentando di riprodurla mediante l’utilizzo di make up quale l’ eye liner in grado di conferire all’occhio un aspetto allungato, le donne orientali fanno qualcosa di più drastico e definitivo: si rivolgono al chirurgo estetico per sottoporsi a quella che viene ormai definita blefaroplastica etnica, ovvero l’intervento che modifica la forma dell’occhio rendendolo più “all’occidentale”. 

Non si tratta di una novità del momento. In verità da molti decenni sono testimoniati esempi di tentativi di attenuare un particolare tipico della cultura di provenienza. A partire dalle donne giapponesi che durante la seconda guerra mondiale desideravano uno sguardo che si avvicinasse maggiormente a quello delle donne americane, all’esigenza di molte teenagers americane provenienti da famiglie ebree che negli anni 90 per il loro sweet sixteen chiedevano di ricevere un regalo tra tutti: la rinoplastica. Anche lo sbiancamento della pelle e la stiratura dei capelli tra le africane sono pratiche piuttosto consuete. 

Ogni moda ha il suo momento. Una notizia Ansa di pochi giorni fa parla di boom di richieste tra le ragazze cinesi e giapponesi, le quali richiedono in numero sempre maggiore di allargare lo sguardo per apparire più in linea con la fisionomia occidentale. Stando alla notizia tra il 10 e il 20% delle richieste proverrebbe da giovanissime ancora minorenni, ma anche da ragazzi che dichiarerebbero di voler somigliare ai loro idoli della musica e del cinema, spesso americani o occidentali in genere.

 

A Napoli i Dott. Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove con la loro équipe di professionisti vi sapranno consigliare circa quale intervento di blefaroplastica si addice maggiormente ai vostri occhi.

Mastoplastica riduttiva a Napoli


seno-piccoloSebbene molte donne decidano di sottoporsi ad interventi di mastoplastica additiva poiché desiderose di avere un seno taglia XXL, per contro, tutte quelle donne che hanno un seno esageratamente grande lamentano fastidio e disagio. Le donne napoletane sono notoriamente molto femminili e prosperose. Alcune di esse hanno un seno oversize e trovano in un intervento di mastoplastica riduttiva una valida soluzione a tutta la serie di disturbi correlati ad un seno sproporzionato.

A seconda delle dimensioni e del peso del seno in questione, si possono avere tutta una serie di disturbi da non sottovalutare. Innanzitutto un peso eccessivo sul davanti comporta dolori al collo e alla schiena non trascurabili e che alla lunga diventano insostenibili. Inoltre, sia il peso che l’ingombro di un seno eccessivo limitano tutta una serie di attività tra cui quelle sportive e anche ludiche (ad esempio la corsa, il ballo). Nella zona del solco mammario si possono manifestare fenomeni irritativi e sudorazione. 

Ma l’aspetto forse maggiormente sofferto dalle donne che decidono di sottoporsi ad un intervento di mastoplastica riduttiva è quello psicologico. A partire dal fatto che si fatica a trovare indumenti della propria taglia o che comunque vestano nella giusta maniera, all’imbarazzo di mostrarsi anche solo in bikini fino al disagio nel subire sguardi a volte troppo insistenti, si può dire che spesso le donne con un seno sproporzionato si chiudono in se stesse rinunciando ad una normale vita sociale.

L’intervento in sé può essere svolto con tecniche diverse e adattabili caso per caso. E’ molto importante effettuare l’intervento dopo aver valutato appieno assieme alla paziente non solo le modalità di esecuzione, ma l’aspettativa creata e il modo in cui cambierà il corpo dopo. Si tratta infatti di una decisione da ponderare per bene. Rinunciare ad una parte di sé, per quanto essa sia fonte di disagio o fastidio, comporta comunque un cambiamento di non poco conto. Pertanto, bisogna essere preparati a vedersi diversi.

I Dott. Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove, con la loro équipe di comprovata esperienza sono in grado di risolvere i problemi legati a un seno troppo grande attraverso la mastoplastica riduttiva a Napoli.

Bullismo ed estetica


bullismo

Nel 2002 nasce negli Stati Uniti la Little Baby Face Foundation, un’organizzazione che offre ai bambini e adolescenti meno abbienti la possibilità di sottoporsi ad interventi chirurgici gratuitamente per evitare loro di subire atti di bullismo. Negli Stati Uniti, a dire il vero, il fenomeno del bullismo assume connotazioni particolarmente drammatiche. In alcuni casi ragazzi e ragazze vittime di bullismo decidono di rinunciare ad andare a scuola e trascorrono gli anni dell’adolescenza in casa studiando da privatisti. 

I difetti maggiormente oggetto di derisione nei bambini e negli adolescenti sono certamente l’obesità e la presenza di un particolare più pronunciato rispetto agli altri nel volto. In particolar modo si annoverano le orecchie cosiddette “a sventola” e il naso qualora esso abbia una forma irregolare o dimensioni sproporzionate. Rispetto a queste problematiche ci sono in ballo una serie di questioni etiche da tenere in considerazione. Per ciò che concerne l’obesità infantile, essa è nella maggior parte dei casi dovuta a cattive abitudini alimentari e da una vita sedentaria. Intervenire chirurgicamente su un bambino o un ragazzo giovane affetto da obesità è assolutamente controindicato invece l’educazione alle buone abitudini nonchè l’esercizio fisico sono le giuste strade da percorrere. L’otoplastica, invece, appare in un certo senso maggiormente giustificabile a causa del fatto che le orecchie raggiungono il 90% delle dimensioni definitive intorno ai 6 anni d’età. Nessun tipo di ginnastica o impegno personale può modificarne l’aspetto, così come il possedere un naso “importante” non è determinato da comportamenti sbagliati.

Ma le critiche mosse a questo nuovo trend arrivano dagli psicologi. Innanzitutto prima di sottoporre il proprio figlio ad un intervento in così tenera età viene considerata alla stregua di una sconfitta educativa per i genitori, inoltre modificare il proprio aspetto per uniformarsi a quelle che sono le richieste del gruppo dominante è anch’esso percepito come un gesto di debolezza. L’autostima andrebbe accresciuta attraverso dinamiche diverse, in grado di andare a fondo e dare risultati più duraturi.

I Dott. Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove  con la loro équipe di comprovata esperienza e professionalità sono in grado a Napoli di aiutarti a migliorare il tuo aspetto e acquistare maggiore sicurezza nella vita sociale.