Riabilitazione facciale della lipoatrofia HIV correlata

L’HIV è un virus che attacca i linfociti e distrugge il sistema immunitario esponendo chi ne è affetto a gravi rischi dovuti all’incapacità dell’organismo di reagire a infezioni e malattie in genere. Chi risulta può sviluppare l’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita). Agli esordi della sua diffusione, l’infezione da HIV veniva spesso associato alla promiscuità sessuale sia etero che non. La sua trasmissione infatti può avvenire mediante rapporti sessuali non protetti, ma non solo. Trasfusioni di sangue infetto, utilizzo di strumentazioni mediche non sterili, ma anche contatti accidentali con sangue infetto. Col passare degli anni la ricerca scientifica ha compiuto veri e propri passi da gigante in quello che, pur non determinando la sconfitta del virus, è comunque un valido intervento per contrastare il progredire dell’infezione. Si tratta della terapia farmacologica che prevede l’assunzione di farmaci antiretrovirali. Se consideriamo che risultare positivi al test HIV (essere sieropositivi, appunto) significava fino a metà anni 90 una condanna a morte, non solo biologica, ma anche sociale, dal 1996 ad oggi si può senz’altro affermare che essere sieropositivi può voler dire ben altro. Grazie appunto alle cure con farmaci antiretrovirali la carica virale può arrivare a zero (essere nulla, quindi). Ciò si traduce sostanzialmente nel fatto che i sieropositivi possono vivere una vita normale, al pari di tante altre persone. Come ogni cura, quella con farmaci antiretrovirali possiede i suoi effetti collaterali. Tra questi troviamo la lipoatrofia. Di cosa si tratta? In pratica essa consiste nella perdita del grasso facciale, necessario per sorreggere i volumi del volto. Nel momento in cui questa carenza di grasso si manifesta, essa provoca non solo un mutamento nell’aspetto, ma (cosa ben più importante) una reazione psicologica di tipo allarmistico nel paziente il quale, vedendosi con un volto scavato e patito, si convince immediatamente di essere in una fase di peggioramento della malattia, cosa assolutamente non vera. In questi casi, dove è necessario rimediare a situazioni di tale entità, interviene la chirurgia estetica con i suoi ausilii e tecniche specializzate.

Il candidato ideale

Come accennato, chi richiede un consulto in seguito a lipoatrofia facciale HIV correlata è un paziente infetto dal virus dell’HIV. L’assenza di volume nell’area delle guance, ad esempio, conferisce un aspetto patito, sofferente. Il volto risulta scavato con conseguente caduta dei tessuti verso il basso. Ciò che occorre a questi pazienti è un riempimento localizzato in grado di riportare la cute alla giusta tonicità.

Prima dell’intervento

La visita preliminare serve ad individuare esattamente le zone carenti in massa grassa per determinare appunto le aree di riempimento. Il chirurgo illustrerà al paziente cosa si può ottenere e a quali risultati si può giungere realisticamente.

L’intervento

Il riempimento delle zone interessate può avvenire mediante varie tecniche e avvalendosi di materiali diversi. Il lipofilling che consiste nel prelevare sostanza grassa autologa da parti del corpo in cui essa è disponibile non risulta essere la scelta migliore per chi soffre di lipoatrofia, nel senso che spesso i pazienti che lamentano uno svuotamento nella zona del volto, hanno carenza di grasso corporeo in generale, quindi hanno ben poche riserve da cui attingere. Un’altra ragione riguarda il fatto che le cellule adipose autologhe vengono riassorbite abbastanza velocemente, pertanto gli effetti sarebbero di breve durata imponendo al paziente di sottoporsi a lipofilling svariate volte nell’arco della vita. Per queste ragioni si è maggiormente propensi ad utilizzare filler di maggiore durata.

Degenza e post-operatorio

Trattandosi di interventi generalmente poco invasivi, la loro esecuzione avviene di norma in day surgery senza ricovero notturno. Le zone trattate possono apparire arrossate o presentare piccoli ematomi che sono comunque normali in quanto conseguenza dell’inserimento di aghi i quali, per quanto siano sottilissimi, talvolta vanno a colpire piccoli capillari.

Risultati

Ciò che si ottiene con le tecniche di riempimento nei casi di lipoatrofia facciale HIV correlata è un’ immediata tonicità della pelle del volto. Le sostanze riempitive distendono la pelle conferendo al paziente un aspetto sano e solare. Le rughe dovute allo svuotamento sono spianate e i lineamenti del viso appaiono più pieni e tondeggianti. Sparisce quell’alone di patimento e osservandosi, tutto si direbbe fuorché si sta guardando una persona affetta da HIV. L’impatto psicologico che un viso dall’aspetto sano ha su chi è affetto da HIV ha una portata enorme. La percezione, anche visiva, di sé è un aspetto che non va trascurato, specialmente se si soffre di un disturbo cronico che condiziona l’intera esistenza.

L’equipe italiana di chirurgia della bellezza® esegue questo intervento di chirurgia plastica estetica di  riabilitazione facciale lipoatrofia HIV nelle sedi delle città e provincia di: Milano, Roma, Napoli, Caserta, Salerno, Bari, Lecce.


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Riabilitazione facciale della lipoatrofia HIV correlata

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